Secondo una recente stima della Camera arbitrale di Milano le difficoltà economiche causate dall’emergenza Covid hanno fatto lievitare del 25% le controversie (fonte: Sole24Ore).

Controversie che, nel caso di mancata risoluzione bonaria tra le parti, saranno soggette al preventivo procedimento di mediazione obbligatoria, volto a trovare una soluzione stragiudiziale, solo in mancanza della quale sarà poi possibile adire un Tribunale.

 

La legge 25.6.2020 n.70 (di conversione del DL 28/2020, pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 29.6.2020), in vigore dal 30.6.2020, ha, infatti, aggiunto  il comma 6ter all’art.3 del DL 6 del 23.2.2020, che così prevede: “Nelle controversie in materia di obbligazioni contrattuali, nelle quali il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto, o comunque disposte durante l’emergenza epidemiologica da COVID-19 sulla  base  di  disposizioni  successive, puo’  essere  valutato  ai  sensi  del  comma  6-bis,  il  preventivo esperimento del procedimento di mediazione ai sensi del  comma  1-bis dell’articolo  5  del  decreto  legislativo  4  marzo  2010,  n.  28, costituisce condizione di procedibilita’ della domanda”.

La mediazione è un procedimento stragiudiziale di definizione delle controversie, già presente nell’ordinamento italiano con una disciplina unitaria dal 2010, che si svolge avanti a uno degli Organismi di mediazione accreditati dal Ministero della Giustizia e diffusi sul territorio nazionale, in cui le parti, assistite dai propri legali, con l’aiuto di un Mediatore, terzo e imparziale, cercano un accordo per la risoluzione della loro controversia. L’intento è favorire un dialogo tra le parti, soprattutto nel caso in cui la questione interessi rapporti contrattuali magari destinati a proseguire o riprendere passata l’emergenza o rapporti famigliari, evitando di aggiungere tensioni e costi processuali (anche in termini di tempi di attesa di una pronuncia da parte della Giustizia).

 

Le controversie soggette alla mediazione obbligatoria “emergenziale”, introdotta ora dalla legge 70 del 25.6.2020, sono le “controversie in materia di obbligazioni contrattuali”: deve, dunque, venire in rilievo un contratto tra le parti (e non, ad esempio, un illecito extracontrattuale, che sarà soggetto alla disciplina usuale).

Non solo. Deve trattarsi di controversie nella quali abbia un rilievo il rispetto delle misure di contenimento disposte in relazione all’emergenza sanitaria.

Tra l’altro, il comma 6ter rinvia alla previsione del precedente comma 6bis dello stesso art.3 DL 6/2020, che a sua volta aveva previsto che le misure di contenimento del periodo emergenziale debbano essere valutate dal Giudice, in un’eventuale controversia debitore-creditore, per decidere su una eventuale responsabilità del debitore (es. per ritardi nelle consegne ed eventuali penali collegate, ….: “il rispetto delle misure di contenimento … è sempre valutato ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 del codice civile, della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti”.).

 

Ampliato lo spazio, dunque, del ricorso – obbligatorio – a forme di Giustizia alternativa, per cercare di dare soluzioni veloci e certe ai cittadini e alle imprese. La risoluzione tempestiva delle controversie, a maggior ragione insorte in questo straordinario periodo di crisi non prevedibile, è sicuramente un tassello fondamentale per la ripartenza.

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