Porta la data del 19 febbraio 2020 il Report on the safety and liability implications of Artificial Intelligence, the Internet of Things and robotics predisposto dal gruppo di esperti istituito presso la Commissione europea.

L’esigenza nasce dalla constatazione ormai diffusa che le c.d. tecnologie emergenti, dai robot all’intelligenza artificiale (AI) all’Internet of Things per parlare di argomenti di cui tutti ormai qualcosa sappiamo, possono causare danni anche assai rilevanti. Si pensi banalmente ai danni causati alle persone o alle cose da un veicolo a guida autonoma che prova un incidente; oppure, dai dispositivi di smart home; oppure, dal malfunzionamento di un dispositivo medico; o ancora, per fare un esempio più articolato, ai danni economici in ambito finanziario per l’utilizzo di processi decisionali automatizzati tramite algoritmi.

Il report prova a dare alcune risposte ad alcune problematiche, senza avere per ora l’obiettivo di dettare una normativa europea armonizzata, ma con l’intento di suscitare una attenta riflessione da parte di tutti gli operatori del settore Giustizia sulla futura (ma non troppo) responsabilità civile 4.0.

La conclusione è che l’incremento della tecnologia porta nuove sfide in termini di sicurezza dei prodotti e responsabilità dovute alle caratteristiche proprie dei nuovi apparati tecnologi (connettività, autonomia, dipendenza dai dati raccolti, opacità dell’algoritmo, complessità dei prodotti e dei sistemi, necessità di aggiornamento, vulnerabilità, …),rispetto alle quali l’attuale legislazione in tema di sicurezza dei prodotti contiene molte mancanze.

Per chi fosse interessato, il testo completo del Report è disponibile al seguente link

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