L’azienda che è stata incaricata di curare la manutenzione di un ascensore condominiale deve “manlevare” il Condominio dalle somme che questo viene condannato a pagare quale risarcimento dei danni subiti da una persona a causa del suo malfunzionamento. Così ha affermato la Corte di Cassazione, con la sentenza del 29 novembre 2019, n. 31215. In particolare, un Condominio era stato condannato a pagare a una condomina i danni alla persona da lei subiti, a seguito del malfunzionamento di uno degli ascensori della struttura, la cui manutenzione era curata da una società di manutenzione specializzata. Durante il movimento, l’ascensore aveva subito una improvvisa, brusca accelerazione, a causa del cattivo funzionamento del selettore di manovra dovuto alla rottura dei nottolini posti sulla fune, malfunzionamento peraltro già verificatosi nel passato, causando questa volta danni alla persona della Signora trasportata. Veniva, così, addebitato alla ditta di manutenzione non tanto di non aver effettuato gli interventi manutentivi previsti dal contratto e richiesti dal condominio (che erano stati regolarmente eseguiti), quanto di non aver almeno suggerito la sostituzione di quella componente dell’ascensore, risalente agli anni ’70, pur avendo già in precedenza rilevato il verificarsi del blocco del selettore di manovra. Con tale omissione la ditta manutentrice avrebbe concorso a causare l’incidente. La Corte di Cassazione ha, così, confermato che tra gli obblighi del manutentore correttamente rientra non solo quello di intervenire ogni volta che l’ascensore presenta un inconveniente, ma anche quello perlomeno di segnalare alla proprietà che un determinato pezzo deve essere sostituito nella sua interezza perchè obsoleto e, in quanto tale, possibile causa non solo di generici malfunzionamenti dell’ascensore, ma anche di danni alle persone trasportate. Danni che possono altrimenti essere addebitati anche all’impresa di manutenzione dell’ascensore.

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