In caso di incidente stradale, l’accertata responsabilità di uno dei conducenti non esonera l’altro dall’onere di provare di aver fatto il possibile per evitare l’evento, al fine di superare la presunzione del concorso di colpa a carico di entrambi previsto dall’art.2054 codice civile. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 122383 depositata il 9 maggio 2019, si è così pronunciata all’esito di un giudizio di risarcimento danni, a seguito di un incidente stradale nel quale venivano coinvolti il conducente di una autovettura, fermo ad uno stop, ed il conducente di un autobus. Se da un lato, la responsabilità del conducente dell’autovettura, per aver invaso la corsia preferenziale riservata agli autobus, era stata accertata (mediante una CTU dinamica effettuata, il verbale dei Vigili intervenuti al momento dell’incidente, la deposizione di un teste e la posizione dei mezzi a seguito dell’urto) dall’altro, non veniva provata, anche per il mancato accertamento ad opera dei Vigili, la velocità realmente tenuta dall’autobus al momento dell’impatto. Il riferimento normativo è l’art. 2054 codice civile, comma 2, che prevede che, nel caso di scontro tra veicoli, si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli. La Corte di Cassazione, vista questa presunzione di concorso di colpa prevista dal codice civile, ha affermato che dal mancato accertamento della condotta tenuta da uno dei conducenti – che non aveva provato di aver fatto il possibile per evitare il sinistro – non può derivare addebito della responsabilità esclusiva all’altro conducente.

WP to LinkedIn Auto Publish Powered By : XYZScripts.com