Con una sentenza di pochi giorni fa, la n. 4225 depositata il 11 luglio 2018, il Consiglio di Stato ha fatto il punto sul risarcimento del danno da perdita di  chance. In particolare, due Imprese, che avevano partecipato ad una gara pubblica, avevano poi fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale competente, chiedendo il risarcimento del danno ingiusto conseguente alla dichiarata illegittimità, da parte del giudice amministrativo dalle stesse in precedenza adito, della procedura di gara. Il Tribunale amministrativo di primo grado aveva rilevato l’assenza dei presupposti del danno da perdita di chance e respinto la richiesta di risarcimento, ma le concorrenti avevano proposto appello al Consiglio di Stato, che ha deciso il giudizio con la sentenza dell’11 luglio scorso. Il Consiglio di Stato, premesso che, in materia, grava sul danneggiato l’onere di provare gli elementi costitutivi della domanda di risarcimento del danno, compresa la perdita di chance, ha “confermato l’orientamento – da ultimo espresso da Cons. Stato, IV, 16 maggio 2018, n. 2907 – a mente del quale il riconoscimento del danno da perdita di chance presuppone “una rilevante probabilità del risultato utile” frustrata dall’agire illegittimo dell’amministrazione, non identificabile nella perdita della semplice possibilità di conseguire il risultato sperato, bensì nella perdita attuale di un esito favorevole, anche solo probabile, se non addirittura – secondo più restrittivi indirizzi – la prova certa di una probabilità di successo almeno pari al cinquanta per cento o quella che l’interessato si sarebbe effettivamente aggiudicato il bene della vita cui aspirava.”. Dunque, ha continuato il Consiglio di Stato, “il risarcimento del danno da perdita di chance richiede dunque l’accertamento di indefettibili presupposti di certezza dello stesso danno, dovendo viceversa escludersi tale risarcimento nel caso in cui l’atto, ancorché illegittimo, abbia determinato solo la perdita di una mera ed ipotetica eventualità di conseguimento del bene della vita. ……….. Per la giurisprudenza l’operatore può beneficiare del risarcimento per equivalente solo se la sua chance di aggiudicazione ha effettivamente raggiunto un’apprezzabile consistenza, di solito indicata dalle formule “probabilità seria e concreta” o anche “significativa probabilità” di aggiudicazione del contratto. Al di sotto di tale livello, dove c’è la “mera possibilità” di aggiudicazione, vi è solo un ipotetico danno comunque non meritevole di reintegrazione”.

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