Con la sentenza n. 14800 del 7 giugno 2018 la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un uomo, che chiedeva il risarcimento dei danni subiti dalla sua autovettura derivanti da un incendio propagatosi da un altro veicolo , parcheggiato in prossimità del suo. La domanda era stata rigettata dal Giudice di Pace di Napoli e il Tribunale di Napoli in appello aveva confermato il primo grado di giudizio. La responsabilità civile del custode era stata esclusa “per essere rimasta indimostrata la circostanza che l’ incendio si sia sprigionato per un’ inefficiente manutenzione del veicolo” e perché il veicolo parcheggiato non può essere considerato circolante (in caso contrario dovrebbe rispondere l’ assicurazione, salvo che si dimostri l’ intervento di una causa autonoma che abbia provocato il danno). Secondo la Corte di Cassazione, tuttavia, la sentenza del Tribunale è da ritenersi errata, perché pronunciata in violazione degli articoli 2051 e 2054 del codice civile. La Suprema Corte, infatti, ha affermato che, a norma dell’art.2051 cod.civ., “Il danneggiato ha il solo onere di provare il nesso di causa tra la cosa in custodia (a prescindere dalla sua pericolosità o dalle sue caratteristiche  intrinseche) ed il danno, mentre al custode spetta l’ onere della prova liberatoria del caso fortuito, inteso come fattore che, in base ai principi della regolarità o adeguatezza causale, esclude il nesso eziologico tra cosa e danno, ed è comprensivo del fatto del terzo e della condotta incauta della vittima.”; per quanto riguarda, invece, l’ articolo 2054 “la sosta di un veicolo a motore su un’ area pubblica o ad essa equiparata integra anch’ essa gli estremi della fattispecie “circolazione”, con la conseguenza che dei danni derivati a terzi dall’ incendio del veicolo in sosta sulle pubbliche vie o sulle aree equiparate risponde anche l’ assicuratore, salvo che sia intervenuta una causa autonoma, ivi compreso il  caso fortuito, che abbia determinato l’ evento dannoso.”. La causa, quindi, è stata rinviata al Tribunale di Napoli, per una nuova pronuncia del merito.

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