Una Signora acquista e utilizza dei fazzolettini di carta per detergersi il sudore dal viso, dal collo e dagli avambracci; a seguito dell’utilizzo, si scatena una reazione cutanea – poi scopertosi essere imputabile ad allergia da metallo contenuto nei fazzoletti – con una conseguente estesa dermatite durata per oltre tre mesi. Decide, allora, di agire in giudizio contro l’azienda produttrice dei fazzoletti, per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Il Giudice di primo grado ha respinto la domanda, poi, invece, accolta dalla Corte d’appello, che ha affermato la responsabilità della ditta produttrice, condannandola al risarcimento dei danni. La responsabilità dell’azienda è stata confermata dalla Corte di Cassazione, che ne ha ritenuto corretta la condanna. La Corte ha affermato che la natura difettosa dei fazzoletti (ai sensi dell’art.117 Codice del consumo), da cui far discendere la responsabilità del produttore e il risarcimento dei danni a favore della Signora, era stata legittimamente accertata per due motivi: innanzitutto, poiché doveva ritenersi sicuramente anomala la presenza di un metallo noto come sensibilizzante da contatto e causa di allergie in un fazzolettino di carta “destinato per sua natura a venire a contatto con la pelle, il naso o la bocca degli individui” e “sicuramente idoneo a provocare un danno all’uomo” ; in secondo luogo, per la mancanza delle informazioni “minime” richieste dagli artt. 6 e 117, lett. a) Codice del consumo. Nessun dubbio, quindi, che la responsabilità del produttore andasse riconosciuta.

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