Anche il pedone può essere corresponsabile dell’incidente accadutogli, se non ha agito con la comune prudenza. Questo il principio affermato dalla Corte di Cassazione, con l’ordinanza n.27524 del 20 novembre 2017, all’esito di un giudizio iniziato da una sfortunata Signora che, mentre attraversava la strada, era stata investita da un autoveicolo. Aveva, così, agito contro il responsabile e l’Assicurazione, chiedendone la
condanna al risarcimento dei danni subiti. I Giudici di merito riconoscevano la responsabilità dell’automobilista e il diritto al risarcimento dei danni a favore della Signora investita, ma ritenevano anche esserci stato un suo concorso di colpa nella misura del 20%.
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del conducente, ritenendo “sicuramente colposa” la sua condotta; ha tenuto conto della violazione dei limiti di velocità, ed ha reputato “distratta” la guida dell’automobilista. Però ha confermato che correttamente doveva essere ritenuta colposa anche la condotta del pedone che, in ora notturna, aveva attraversato la strada al di fuori delle strisce, senza concedere la prescritta precedenza agli automobilisti in transito. Secondo la Cassazione, infatti, tale valutazione costituisce puntuale applicazione della legge (in particolare, dell’art. 190 Codice della Strada., comma 5: i pedoni che si accingono ad attraversare la carreggiata in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti).

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