Si è pronunciata sulla responsabilità dell’Istituto scolastico per i danni subiti dal minore durante l’orario scolastico, da ultimo, la Corte di Cassazione con l’ordinanza n.12842 del 22 maggio 2017. Il giudizio aveva ad oggetto la richiesta, formulata dal genitore per conto del minore, di risarcimento dei danni conseguenti all’incidente scolastico capitato al figlio nel cortile della scuola, a causa dell’urto contro le sporgenze metalliche esistenti su di un palo. La domanda di risarcimento è stata respinta in tutti e tre i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione, in particolare, ha ritenuto che correttamente era stata esclusa la responsabilità della scuola e degli insegnanti. Ha ricordato che “in tema di responsabilità civile dei maestri e dei precettori, per superare la presunzione di responsabilità a loro carico di cui all’art. 2048 c.c., è necessaria la dimostrazione di aver esercitato la vigilanza sugli alunni nella misura dovuta e del carattere imprevedibile e repentino dell’azione dannosa”. Dimostrazione che, nel caso di specie, era stata data nel giudizio, nel corso del quale era emerso che il piccolo si era accucciato accanto ad un palo della luce posto ai margini del cortile, alzandosi repentinamente e girandosi di scatto, e in tal modo urtando la fronte, che la collocazione e la conformazione del palo dovevano considerarsi normali in rapporto all’utilizzazione del cortile, che il palo era pienamente visibile e che non era stato dedotto alcun difetto di vigilanza da parte dell’insegnante. Non poteva, dunque, imputarsi alcuna responsabilità alla scuola, essendosi l’evento verificato per un caso fortuito.

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