Venditore responsabile per i vizi occulti dell’auto usata, pur acquistata “nello stato come vista e piaciuta”. Questo il principio img-impresaaffermato dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n.21204 depositata il 19 ottobre 2016, all’esito di un giudizio iniziato dall’acquirente di un’auto usata, per i vizi manifestati dall’autovettura, acquistata “nello stato come vista e piaciuta”. In particolare l’acquirente aveva agito contro la venditrice per ottenere la restituzione di parte del corrispettivo versato per l’acquisto di un’auto, che, subito dopo l’acquisto, aveva rilevato una rumorosità anomale se spinta a velocità autostradale e che un tecnico di fiducia aveva subito riscontrato essere imputabile alla rottura dell’avantreno anteriore. Il giudizio è giunto fino alla Corte di Cassazione, che ha ricordato che: la garanzia per vizi prevista dall’art.1490 cod.civ. deve ritenersi operante anche nei casi di vendita di cose mobili usate, pur essendo liberamente derogabile dalle parti contraenti con apposita clausola scritta e debitamente approvata per iscritto; la clausola “vista e piaciuta” può determinare un’esclusione della garanzia come impegno ad accettare il bene senza riserve, ma tale clausola “non può riferirsi ai vizi occulti, che si manifestino cioè dopo i normali controlli eseguiti ante acquisto, soltanto dopo l’uso del bene compravenduto. Né potrebbe essere diversamente, giacchè l’espressione “vista”, se priva di precisazioni rafforzative, inequivocabilmente allude solo ai vizi agevolmente riscontrabili dall’acquirente a primo esame”. Alla medesima conclusione si dovrebbe arrivare in forza dei principi di buona fede e di equità del rapporto contrattuale, essendovi altrimenti uno squilibrio ingiustificato dell’equilibrio contrattuale.

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