La Corte di Cassazione, sezione III, con la sentenza n.19648 del 3 ottobre 2016, ha escluso la responsabilità dell’ente img-circolazionegestore dell’autostrada per l’incidente subito da un utente a causa della presenza in carreggiata di un ostacolo metallico, che ostruiva la carreggiata, impedendogli, peraltro, di effettuare qualsiasi manovra di emergenza. Ii giudizio ha avuto inizio con la domanda di risarcimento dei danni proposta dallo sfortunato automobilista contro Autostrade per l’Italia S.p.a., che è stata respinta sia dal Tribunale che dalla Corte d’appello e così anche dalla Suprema Corte. I Giudici hanno, infatti, ritenuto che la presenza dell’ostacolo, contro cui è andato a scontrarsi l’autoveicolo, aveva rappresentato un elemento sopravvenuto, non imputabile  e non prevedibile, idoneo da solo a causare l’incidente, interrompendo così ogni legame causale  tra il danno subito dall’automobilista in conseguenza dell’incidente e l’attività del gestore. La Cassazione ha precisato che a tale conclusione si deve giungere sia che si inquadri l’attività del gestore della rete autostradale all’interno di un legame contrattuale sia che la si ritenga ascrivibile a un obbligo generale di custodia avente fonte extracontrattuale, poichè in ogni caso la presenza sulla carreggiata dell’ingombro ha interrotto ogni legame causale  dell’incidente con l’attività della Società Autostrade per l’Italia. La Corte, infine, ha escluso che possa imputarsi al gestore autostradale un obbligo generalizzato di controllo su tutti i mezzi che si accingano ad utilizzare la rete autostradale ed, in particolare, rispetto al fatto che offrano garanzie sufficienti di stabilità e sicurezza del carico: in tal caso, vi potrebbe essere una grave compromissione della speditezza della circolazione autostradale.

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