ALLIEVO DI SCUOLA CALCIO FERITO AD UN OCCHIO DA UNA PALLONATA. ESCLUSA LA RESPONSABILITA’ DI img-famigliaALLENATORE E SOCIETA’, poiché l’evento dannoso rientrava nell’ambito di un rischio che non poteva essere evitato, rientrando nella normale alea insita nella pratica sportiva. Così si è pronunciata la Corte di Cassazione, con la sentenza n.18600, depositata il 22 settembre 2016, all’esito di un giudizio iniziato da due genitori per conto del figlio minore, che aveva subito una lesione ad un occhio, a seguito di una pallonata calciata da un compagno di squadra, al fine di ottenere il risarcimento dei danni dall’allenatore presente al momento del fatto e dalla scuola calcio frequentata dal bambino. La domanda risarcitoria formulata dai genitori era stata respinta dalla Corte d’appello e la Corte di Cassazione ha confermato la correttezza della pronuncia di rigetto. I Supremi Giudici, infatti, hanno ritenuto che fosse stato applicato correttamente l’art.2048 cod.civ. (che esclude la responsabilità di genitori e insegnanti per i danni causati dai minori “se provano di non avere potuto impedire il fatto”), richiamando, innanzitutto, il principio che “non può essere considerata illecita la condotta di gioco che ha provocato il danno se è stata tenuta in una fase di gioco quale normalmente si presenta nel corso della partita, ….se non è in concreto connotata da un grado di violenza ed irruenza incompatibili col contesto ambientale e con l’età e la struttura fisica delle persone partecipanti al gioco”. La Cassazione ha evidenziato che era emerso nel caso in esame che “l’allenatore ha predisposto la sola cautela utile e rilevante, avendo il predetto formato gruppi di allievi della medesima età e, quindi, di non differente costituzione fisica, ed è rimasto presente sul campo ed ha rimarcato che la lesione riportata dal P. è stata determinata dalla forza con cui il pallone è stato calciato da un altro allievo, ponendo in rilievo che tale comportamento, pur prevedibile nel corso di un allenamento calcistico, non può comunque ritenersi evitabile, in quanto neppure una serrata sorveglianza avrebbe conseguito il risultato di calibrare la potenza e di orientare la direzione di ciascun calcio tirato al pallone da ognuno dei bambini presenti in campo e affidati all’allenatore”. Nessun responsabilità, dunque, nella fattispecie, a carico di allenatore e società.

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