Esclusa la responsabilità del dentista se l’intervento non riesce per le condizioni pregresse dello stesso paziente. Questo il principio affermato dalla img-mediciCorte di Cassazione, con l’ordinanza n.17405 del 30 agosto 2016 all’esito di un giudizio promosso da un paziente contro un odontoiatra, cui imputava una responsabilità professionale per cattiva esecuzione di cure dentistiche. Il paziente, in particolare, aveva richiesto la risoluzione del contratto intercorso con il dentista, la restituzione del corrispettivo e la condanna del convenuto al risarcimento dei danni, affermando che le cure cui si era sottoposto erano state male eseguite dal professionista. Domande tutte respinte in ogni grado di giudizio. I Giudici, infatti, hanno ritenuto che poiché la causa del fallimento delle cure cui si era sottoposto il paziente non si poteva trovare nell’intervento eseguito dal dentista – che, invece, aveva agito con la diligenza prescritta dalle regole dell’arte – bensì nelle condizioni pregresse del paziente. Peraltro, il medico, aveva correttamente informato il paziente e gli aveva segnalato i possibili rischi dell’intervento – accettati dal paziente – e, dunque, aveva tenuto una condotta diligente.

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