Riconosciuta la responsabilità da c.d. contatto sociale qualificato della Pubblica Amministrazione per violazione degli img-pubbamministrazobblighi di buona fede, protezione e informazione previsti agli articoli 1175 e 1375 cod.civ.
Così si è pronunciata la Corte di Cassazione, con la sentenza n.14188 del 12 luglio 2016, all’esito di un giudizio iniziato da un’azienda contro il Ministero della Difesa e altri soggetti pubblici, per ottenerne la condanna al risarcimento dei danni subiti in conseguenza della mancata approvazione di un contratto di appalto di servizi. Dalla mancata approvazione del contratto da parte della stazione appaltante per causa a lei imputabile era, infatti, discesa l’inefficacia del contratto e, conseguentemente, importanti danni a carico dell’Impresa vincitrice dell’appalto che, in buona fede, aveva fatto conto sulla validità ed efficacia del contratto.
La Cassazione ricorda che, nel caso di specie, ai fini del perfezionamento del vincolo contrattuale con la P.A., ex art.19 RD 2440/1923, non è sufficiente l’aggiudicazione della gara nè la formale stipula del contratto, essendo necessaria l’approvazione ministeriale dello stesso. Il comportamento illecito tenuto dalla P.A., che non ha proceduto all’approvazione del contratto, va considerato, dunque, come responsabilità precontrattuale.
La Cassazione – ed è questo il punto nodale – definisce tale responsabilità precontrattuale della PA come responsabilità “da contatto sociale qualificato” e la qualifica come una forma di responsabilità contrattuale, applicando la relativa disciplina. La Cassazione, dunque, riconosce ancora una volta – come già fatto in passato in altri campi (in tema di responsabilità in ambito scolastico, sanitario, bancario o già di Enti pubblici all’interno di procedimenti amministrativi) una responsabilità contrattuale da contatto sociale qualificato. I Supremi Giudici affermano che tale forma di responsabilità nasce “per effetto del rapporto che si viene a creare tra le parti e del conseguente affidamento che ciascuna di essa ripone nella buona fede, nella correttezza e nella professionalità dell’altra”, da cui si generano, pur in assenza di un contratto, obblighi reciproci di protezione e, nel caso di loro violazione, obblighi risarcitori.

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