img-pubbamministrazLa Corte di Cassazione, con la sentenza n.2586 del 9 febbraio 2016, ha ritenuto sussistere la corresponsabilità dello Stato e della parte, che aveva tenuto una condotta non collaborativa, per l’eccessivo prolungamento dei tempi processuali. In particolare, il caso sottoposto alla Corte riguardava la richiesta di accertamento della responsabilità dello Stato e di pagamento di un equo indennizzo, ai sensi della c.d. Legge Pinto, per l’eccessiva durata, avanti al Consiglio di Stato, di un giudizio di ottemperanza verso una pubblica amministrazione, che aveva, invero, assunto un comportamento colpevolmente non collaborativo. La Cassazione ha affermato il seguente principio di diritto: “la condotta non collaborativa di una o di entrambe le parti, ovvero di un’autorità terza richiesta del proprio operato, non esclude la responsabilità dello Stato per la conseguente dilazione dei tempi processuali. Al contrario, lo Stato deve attrezzare il proprio apparato giudiziario in maniera tale da soddisfare la domanda di giustizia in un tempo ragionevole, vincendo se del caso anche le più strenue e ingiustificate resistenze.”.

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