Simg-medicii è di recente pronunciata in argomento la Corte di Cassazione, con la sentenza n.2177 del 4.2.2016, in merito a una richiesta di risarcimento dei danni subiti da una paziente, a seguito di un intervento chirurgico di cheratomia radiale ad un occhio, cui la paziente, affetta da miopia corretta con lenti, “attratta da notizie di completa guarigione da tale affezione”, si era sottoposta. In particolare, la Signora, a cui, a seguito di varie complicanze dell’intervento, residuava un’importante invalidità permanente (del 60%), lamentava di non essere stata adeguatamente informata sulla natura e sui rischi dell’intervento, cui non si sarebbe sottoposta, se avesse saputo i rischi dell’insorgenza di complicanze. La Corte di Cassazione si è espressa in merito all’idoneità o meno del depliant informativo sottoposto alla Signora ad acquisirne il c.d. consenso informato. In merito, i Giudici hanno, innanzitutto, ricordato che il consenso alla prestazione medica deve essere personale, specifico e esplicito, reale ed effettivo oltrechè consapevole e completo, ossia “informato”. E così hanno richiamato l’orientamento in forza del quale un modulo del tutto generico, da cui non sia possibile desumere con certezza che il paziente abbia ottenuto in modo esaustivo, tutte le informazioni relative alla natura dell’intervento, alla sua portata ed estensione, ai suoi rischi, ai risultati conseguibili e alle possibili conseguenze negative, non risponde all’obbligo di ottenere un consenso, appunto “informato”.

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