img-famigliaCon l’ordinanza n.222 del 11.1.2016, la Corte di Cassazione si è pronunciata in merito alla domanda di risarcimento dei danni subiti, proposta da un soggetto contro una PA, a causa dell’intervenuto smarrimento, da parte di Questa, di documenti a lui inerenti contenenti dati sensibili (in particolare relativi al suo stato di salute). La Corte ha ricordato il principio in forza del quale il danno non patrimoniale risarcibile, ai sensi dell’art.15 d.lgs. 196/2003 (c.d. codice della privacy) è, comunque, soggetto alla verifica della gravità della lesione e della serietà del danno. La Corte ha affermato che dal fatto dello smarrimento dei documenti contenenti i dati sensibili è arbitrario pretendere di far discendere l’avvenuta conoscenza di tali dati da terze persone estranee a quelle coinvolte nel procedimento amministrativo per il quale erano stati presentati e, dunque, la sussistenza di un danno risarcibile, ed ha così respinto la domanda risarcitoria formulata.

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