img-bancaLa Corte di Cassazione, sez.3 civile, con la sentenza n.25442 del 18.12.2015 ha affermato la responsabilità della Banca per la truffa del promotore finanziario, che, a fronte della consegna, che gli aveva fatto un cliente, di una consistente somma di denaro in contanti, non l’aveva né investita né restituita. La Corte ha affermato che, ai sensi dell’art.31, co.3 d.lgs. 58/98, l’intermediario finanziario risponde dell’illecito compiuto in danno dei terzi dal suo promotore, per effetto del nesso di occasionalità necessaria che intercorre tra l’illecito e il conferimento dell’incarico di promuovere affari: è sufficiente che l’espletamento dell’incarico abbia reso possibile o anche solo agevolato la condotta illecita, tanto più se al fatto dannoso ha concorso un comportamento colpevole dell’intermediario, il quale abbia omesso di osservare i doveri imposti a suo carico. La Banca, dunque, deve adottare cautele efficaci e deve esercitare il controllo sull’operato del suo incaricato, dovendo rispondere della restituzione delle somme da lui illegittimamente incamerate.

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