img-famigliaOltre all’addebito della separazione, scatta il diritto al risarcimento del danno se  la condotta  del  coniuge  fedifrago lede l’onore  e  la dignità dell’altro coniuge. Lo ha affermato la Cassazione con l’ordinanza n.19193 del 28.9.2015. Nel caso di specie, dopo la separazione a causa proprio del tradimento da parte del marito, vi era stata riconciliazione tra i coniugi. Nonostante ciò, l’uomo aveva continuato la relazione extraconiugale con un’altra donna e, così, la moglie decideva nuovamente di separarsi. Questa seconda relazione infedele, era stata condotta dall’uomo con modalità particolarmente oltraggiose, era nota a parenti e amici, e si era svolta con un atteggiamento offensivo del marito verso la moglie, ledendo così profondamente la dignità della consorte, con conseguente addebito della separazione e risarcimento del danno non patrimoniale. La Corte di Cassazione, nella citata pronuncia, che ha confermato la sentenza della Corte d’appello, ha condiviso, quindi, il principio in forza del quale dalla violazione dei doveri coniugali, nella specie il dovere di fedeltà coniugale, possono discendere conseguenze non solo caratteristiche del diritto di famiglia (quale l’addebito della separazione), ma possono anche trovare applicazione le regole generali, ivi compresa quindi la qualificabilità del comportamento quale fatto illecito, da cui può discendere il risarcimento del danno. Ciò, in particolare, sia qualora dal comportamento sia discesa la lesione della salute e dell’integrità fisica del coniuge, sia quando vi sia stata, per la condotta posta in essere dal coniuge fedifrago, una “relazione vissuta con modalità idonee a ledere profondamente la dignità” dell’altro coniuge.

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