img-custodiaLa Corte di Cassazione, sezione 3, con la sentenza depositata il 20 agosto 2015 n.17013 si è pronunciata in argomento su un curioso caso. Il caso era relativo alle immissioni sonore moleste derivanti dai rumori (campanacci e belati) emessi da un gregge di pecore e alle conseguenti richieste risarcitorie avanzate dagli abitanti nelle vicinanze per l’intollerabilità delle immissioni ha affermato che il risarcimento del danno non patrimoniale richiede la prova di una violazione che abbia determinato in concreto una lesione che, andando oltre la soglie delle normale tollerabilità, ne renda significativamente apprezzabile la portata e costituzionalmente meritevole il ristoro. Pertanto, la pur accertata esposizione a immissioni sonore intollerabili non costituisce di per sé prova dell’esistenza di danno alla salute, la cui risarcibilità è subordinata all’accertamento dell’effettiva esistenza di una lesione fisica o psichica.

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