img-lavoroCon la sentenza n. 10037 del 15 maggio 2015, la Corte di Cassazione ha ricordato i sette parametri ritenuti tassativi ai fini del riconoscimento del mobbing. Tali elementi che devono ricorrere per la sussistenza del mobbing “sono l’ambiente; la durata, la frequenza, il tipo di azioni ostili, il dislivello tra gli antagonisti, l’andamento secondo fasi successive, l’intento persecutorio”. In altre parole: le vessazioni devono avvenire sul posto di lavoro; devono durare per un certo periodo di tempo; essere reiterate e molteplici; devono appartenere a determinati tipi (attacco alla possibilità di comunicare, isolamento sistematico, cambiamento delle mansioni, attacchi alla reputazione, violenze o minacce); i protagonisti devono essere di livello diverso; la vicenda deve procedere per fasi successive (dal conflitto all’esclusione dal mondo del lavoro); deve esservi l’intento persecutorio in chi agisce.

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