img-bancaLa Corte di Cassazione, con la sentenza n.6376 del 30 marzo 2015, sezione I civile, ha ricordato che l’art. 21 T.U.F. stabilisce che i soggetti abilitati alla prestazione dei servizi di investimento ed accessori debbono comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza ed acquisire le informazioni necessarie dai clienti, operando in modo che essi siano sempre adeguatamente informati. La sentenza ha ricordato, altresì, che l’art. 28 Reg. Consob 11522/98 prevede che l’intermediario, prima della stipulazione del contratto di gestione e dell’inizio delle prestazioni dei servizi di investimento, debba chiedere all’investitore notizie circa la sua esperienza in materia di investimenti in strumenti finanziari, la sua situazione finanziaria, i suoi obbiettivi di investimento, la sua propensione al rischio; essi devono tener conto delle predette informazioni ma pure di ogni altra informazione disponibile e che il successivo art. 29 precisa che gli intermediari devono addirittura astenersi dall’effettuare operazioni non adeguate per tipologia, oggetto, dimensioni e frequenza.

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